ORDINE DEGLI PSICOLOGI OSPITA POST DI ADINOLFI SULL’IDEOLOGIA GENDER. CHIEDIAMO RIMOZIONE

(15.04.15)

Qualche giorno fa sulla pagina Facebook del “Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi” troviamo postato un link all’editoriale “La Croce” di Mario Adinolfi. L’argomento è uno dei più citati negli ultimi tempi: la famigerata ideologia del gender. L’editoriale attacca un progetto formativo contro le discriminazioni svoltosi al Liceo Scientifico “Meucci” di Aprilia.

Al di là del contenuto di questo progetto e di quanto scritto all’interno di questo editoriale, troviamo assolutamente incomprensibile come un’istituzione, quale il CNOP, possa dar spazio e voce a coloro che continuano instancabilmente a parlare di ideologia del gender.

Quella del gender non è un’ideologia, è una teoria, nemmeno solo una, sono tante teorie, le teorie di genere, quelle che oggi permettono a noi donne di avere un ruolo attivo all’interno della società in cui viviamo, quelle che permettono di non vedere più la famiglia come composta da uomo, donna, figli, con ruoli ben definiti per cui l’uomo lavora, la donna stira, e i figli se maschi giocano a calcio e se femmine praticano ginnastica artistica, ma diversi tipi di famiglia. Le teorie di genere hanno permesso alle donne, il 50% della popolazione, di emergere dal silenzio in cui sono sempre state rilegate.

Non è un’ideologia e non rappresenta un pensiero unico come vogliono far credere coloro che da secoli lo sostengono. Chiediamo pertanto al “Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi” di non fomentare le menti di questi personaggi che per la loro smania di protagonismo attaccano chi vuole e punta a una società inclusiva dove il diverso, chiunque esso sia, possa trovare un clima di accoglienza anziché di esclusione, come quello in cui oggi ci troviamo a vivere.

Vogliamo che questo post venga tolto dalla vostra pagina per non rischiare che le persone leggendolo possano pensare che voi condividete il pensiero di questi manipolatori di informazioni, e per non essere complici della diffusione di un pensiero che sta portando il nostro paese a uno stato di civiltà, se possibile, peggiore. Chiediamo inoltre che si prenda una posizione rispetto a questo fatto e che se si decide di dare spazio a questi scritti assolutamente discriminanti non solo per persone LGBT, ma anche per le donne, e tutte le persone che credono nella possibilità di vivere in un paese migliore, lo si possa fare esplicitandone la posizione critica.

Facebook è un mondo virtuale, ma in questo modo gli effetti si vivono in quello reale, dove lo spazio per il pensiero critico e per le prese di posizione differenti dal pensiero unico di coloro che veramente lo sostengono, iniziano a trovare sempre meno spazio.

Elena Lazzari, Segretaria nazionale di ArciLesbica

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By ArciLesbica Udine